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Già. Dov’eravamo rimasti? Davvero, intendo. Al di là del Blog che non “will expire” -assolutamente no!!!-per i seguenti motivi:
1) tra due ore giocherò al Lotto i numeri che ho sognato stanotte
2) che poi, a dire il vero: non li ho davvero sognati! E’ che da un po’ di notti mi sveglio sempre alla stessa ora: 4 e 29 in punto!
3) …è grave?
4) Forse più che grave, inquietante???
5) e comunque ho appena googolato “svegliarsi sempre alla stessa ora cosa vuol dire, devo preoccuparmi, ha tipo del paranormale o cosa? No, perché io la vedo positiva per fare Ambo”…
e scialla, regà: svegliarsi sempre tra le 4 e le 5 trattasi solo di problema ai polmoni. Così dicono.
6) MERDA.
7) Sto per “will expire”??? Anch’ io???
8) (Ok, ok. Digressioni a latere!) Ho presentato un progetto di CrowdFounding che ancora non ho ben capito cosa sia, ma fa molto fico!
9) E comunque credo nei miracoli. Punto.
10) Varie ed eventuali

Ma comunque: dov’eravamo rimasti?
Ah, sì. Non scrivo da circa otto mesi. Più precisamente dal 22 luglio dell’anno scorso.
Ovvero da quando avevo “Tratto il Dado”, la mia vita sarebbe dovuta cambiare in un modo o nell’altro ed invece l’unica virata che fece fu verso un bell’esaurimento nervoso da ennesimo fallimento.

E così arrivò l’estate. Ed io ero semplicemente vittima di quel periodo in cui snoccioli tutti gli errori di una vita a mo’ di rosario: e non ti perdoni più.

Decisi così di lasciare Roma per un mese intero.
C’è un passo di un libro che ho divorato di recente che cita perfettamente la mia condizione di allora:
ma ero sempre più debole, fiacca, spossata, snervata, sfiancata, sfibrata, svigorita, sfinita, stremata, abbattuta, logorata, debilitata, esaurita, esausta, prostrata, estenuata, seccata, scocciata, infastidita, innervosita, irritata, spazientita, nauseata, tediata, spenta e ancora tutti i possibili sinonimi di stanca.
Così: giusto per rendere l’idea!
Avevo perso anche qualche chilo e addirittura la Fede. No: non in me stessa. E no: neanche nel burlone del buon Gesù; lo sapete che non sono una grande fan di Dio! E comunque vi spiegherò, per ora abbiate un po’ di pazienza.

Ebbene. Come reagire? Cosa fare?
Ancora una volta presi spunto da un libro. Una piccola perla di leggerezza che penso sinceramente dovrebbe giacere beata nella libreria di chiunque e spostata all’occorrenza fianco letto, sul comodino!
S’intitola “Per dieci minuti” di una giovanissima ed allora esordiente Chiara Gamberale.
Per un intero mese, ogni giorno, soli dieci minuti: per fare una cosa nuova, mai fatta prima.
Dieci minuti fuori dai soliti schemi. 
Per smettere di avere paura. E tornare a vivere!

E così feci anch’io ogni giorno del mio mese estivo dispersa in un piccolo paesino sui Nebrodi, giù in Sicilia.
Una cosa mai fatta prima. Quotidianamente. Testimoniata ogni giorno mezzo diretta Facebook.
Per dire ancora una volta Sì al cambiamento! E ricordarmi che per quanto spaventoso esso possa sembrare è assolutamente necessario.

E così: tra un viaggio in macchina di dieci ore per raggiungere il profondo Sud con 3 sconosciuti raccattati online, un bagno alle prime luci dell’alba, un giro su una giostra per bambini, un aperitivo in solitaria tra i ruderi del Castello del mio paesello d’infanzia, un happy hour con babbo Pino e mamma Rosy nella piazza centrale, un ballo sfrenato in mezzo alla strada…
tornai a Vivere anch’io.

E solo allora. Sì! Fu solo allora che così, semplicemente, d’emblèe: ACCADDE L’IMPOSSIBILE!