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Ebbene. Mentre vago alla ricerca di un lavoro, tra l’invio di quantità industriali di curricula e l’obiettivo fisso di dover cambiare vita, qualche settimana fa ho finalmente finito di scrivere un libro.

Sapete?! Non ho mai portato a termine nulla, io.
Non una relazione importante. Non un contratto di lavoro. Non una collezione di smalti, per quanto florida possa essere quella attuale. Di cui vado orgogliosissima, lo sapete. E che capeggia di fianco ai miei mille libri.
Ed è vero: ci ho messo “solo” tre lunghi anni in fondo. Ma ‘sti cazzi: l’ho finito!
Esattamente il 12 maggio 2017. Ore 18 punto 37. Parola di Casio color argento!

Tra parentesi: sono anche tre lunghi anni che prometto a me stessa di andare a riprendere numero quattro scatoloni di vita che dopo la fine della mia lunga relazione, causa prima di una vita capitolina, ho seraficamente abbandonato nella cantina del mio ex…che voi direte “cazzo c’entra?”. Beh, malfidati: al di là del fatto che la dice lunghissima sui miei tempi di elaborazione della qualsiasi, là dentro ci stanno almeno duecento libri cui anelo, bramo, necessito riappropriarmi!
Ed un ferro da stiro super professional cui anela, brama, necessita riappropriarsi mamma Rosy! Che ogni volta che torno a Milano è puntualmente un pippone 4×4.
Indi: qualche cristo compassionevole che mi accompagni a prenderli???
Ma comunque.

Il mio libro s’intitolerà “Versace n’artro litro”. Ovvio! E sicuramente, grazie all’attuale saldo contabile di una vita di risparmi dilapidati in stronzate e di cui potete apprendere cifra esatta nell’ About Me di questo fantastico blog, riuscirò a stampare giusto quattro copie da regalare ai parenti più stretti. Un traguardone, insomma!

Eh no, cara Lallai. Mai arrendersi! No. Che l’hai finito. Ed è un buon prodotto. E stai parlando in terza persona, per Dio!
Ok. Se aspetto un editore: ciao core! Se pago un editore: ciao c…o! Con il self-publishing: ciao core e ciao c…o!
Un vicolo cieco.
Oppure no: AAA cercasi un concorso letterario!

Ed io l’ho cercato per giorni. Centonovanta circa i concorsi attivi al momento. E me li sono sbobballata tutti, io.
E quello no: tema specifico. Quello neanche: è per la poesia. Questo? Per i racconti brevi. Eccolo! No, ha un limite di battute.
Come a dire…vi lascio il numero della mia PostePay 4023 6009 0722 7609 – causale donazioni “il Karma è mio fedele amico”. Vedrò di aggiungere il mio codice fiscale tra i punti dell’ About Me di cui sopra! Che spesso necessito anche di beni di prima necessità…
Il Nero d’Avola: è un bene di prima necessità.

Ok, sto divagando. Tanto per cambiare! Che io volevo dirvi un’altra cosa.
Del tipo che, cerca che ti ricerchi, approdo qui:
“I libri, a volte, raccontano storie che ci aiutano a tenere duro, a posare anche sulle difficoltà uno sguardo positivo.
Ecco perché il Premio Wondy verrà assegnato da una giuria autorevole alle migliori opere edite di letteratura resiliente.”
Cazzo. E’ la mia!

C’è solo un piccolissimo problema: opere Edite. Forse è il caso di scrivere a Wondy